UNA ACCUSA RIDICOLA, E SOPRATTUTTO FALSA
Marco Rizzo, il segretario generale del Partito Comunista in Italia, non ha certo bisogno che qualcuno, tanto meno il sottoscritto, ne prenda le difese dagli attacchi insensati di chi vede in lui un pericoloso reazionario.
Chiarito questo mi risulta difficile, alla luce di quanto verificato sul campo, non contraddire ciò che i trotzkisti che passano sotto il nome di Partito Comunista dei Lavoratori scrivono recentemente sul proprio sito.
Per inciso, mi domando perché, sia loro sia i loro “cugini” del Partito di Alternativa Comunista, non cambino nome, facendola finita con l’equivoco per cui sarebbero parte del movimento comunista mondiale.
Mica per altro: ma praticamente tutte le formazioni che fanno riferimento al traditore ucraino utilizzano terminologie diverse, ammettendo così la loro completa estraneità rispetto ad una storia da loro da sempre combattuta.
Tornando al tema di questo scritto, il riferimento è al pezzo – uscito giovedì dodici dicembre con il titolo: “Marco Rizzo, le sardine, i comunisti” – che mi ha convinto a rispondere per le rime ad una palese falsità.
Gli accoliti del professor Marco Ferrando asseriscono che la tradizione “stalinista”, di cui farebbe parte l’oggetto del loro gratuito attacco, sostiene che dietro «il movimento ambientalista, e delle sardine, il regista occulto sarebbe l’Unione Europea».
Quindi ne stigmatizza il comportamento, secondo loro di disinteresse – quando non di aperto rifiuto – per «tutto ciò che non è controllato dal proprio apparato, grande o piccolo, è sospetto di collusione col nemico, quindi meglio tenersi alla larga».
Coloro che vengono apostrofati come “stalinisti”, categoria inventata di sana pianta dagli epigoni del giuda di Bereslavka per screditare il marxismo-leninismo, giustamente scelgono a quali movimenti partecipare.
E’ falso che i comunisti marxisti-leninisti non manifestino per l’ambiente: basterebbe che questi accusatori da strapazzo si presentassero ai cortei contro l’alta velocità/alta capacità, in val di Susa, per vedere che non è così.
Lo stesso dicasi per le manifestazioni contro il Terzo Valico ferroviario dei Giovi, contro le discariche dell’alessandrino, ed innumerevoli altre occasioni: il fatto è che, a mancare in queste occasioni, sono proprio loro.
Bosio (Al), 31 dicembre 2019
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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